È urgente che i giovani ripartano dalla cura delle piccole cose, tipica degli artigiani migliori.
È urgente che maestri esperti formino giovani maestri, nelle varie forme di arte e artigianato nelle quali la Sicilia ha raggiunto cime vertiginose.
È urgente far rinascere nei giovani quello spirito di squadra che ha sempre favorito la gestazione dell’opera d’arte.
È urgente che la creatività dei giovani venga impiegata per coniugare continuità e innovazione.

Come fare? Con lo stile della maramma. Era questo il nome con cui si indicava in Sicilia, nel tardo medioevo e nei primi secoli dell’età moderna, la fabbriceria delle cattedrali e in genere l’ente che soprintendeva alla costruzione e manutenzione delle opere pubbliche.

Il magister maragmae era l’architetto in capo alle diverse “fabbriche”. Si occupava della realizzazione, della manutenzione e delle migliorie delle costruzioni. La maramma era in qualche misura il volto informe del cantiere, al quale la sapienza delle diverse figure artigianali, coinvolte e guidate da un capo costruttore, conferiva un aspetto armonioso.

I Magistri Maragmae sono impegnati a recuperare un approccio umanistico e integrale all’opera, tipico della bottega medievale e rinascimentale.

Si intende tornare all’integrazione delle arti sotto un’unica regia, superando la frattura tipica dell’architettura contemporanea, maturata gradualmente in secoli di distacco razionalista dalla realtà. La cura di ogni singola parte deve tornare ad essere strettamente legata a quella dell’insieme.

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